venerdì 3 febbraio 2012

La bilancia meccanica Stube





C’era una volta una bilancia; era una bilancia di marca Stube e, sebbene non si debba mai rivelare l’età di una signora, possiamo dire che era nata negli anni ’60, più precisamente intorno al 1965.

E ai suoi tempi era una gran bella bilancia; bianca, snella, con la banda dei pesi graduata di due colori e un lucido vassoio di acciaio estraibile.

Abitava sul mobile di cucina, al servizio di una famiglia di quattro persone, e ogni giorno con perizia e precisione pesava pasta, zucchero e farina anche se, da vera professionista ,si prestava occasionalmente a pesare anche altri generi alimentari.

“È perché io sono un tipo preciso!” - amava dire alle tazze che abitavano vicino a lei ed erano talvolta usate al suo posto per pesature di minore importanza.
Passavano gli anni e la nostra bilancia non perdeva un grammo, purtroppo però cominciava a perdere la vernice…

Accadde che la famiglia presso cui lavorava dovette cambiare casa e la bilancia, pur volendo raggiungerli, temendo che cambiassero le norme, optò per un onesto pre pensionamento.
Venne sostituita da una bilancia dello stesso modello ed età, ma più piccola, come la nuova casa, comprata nuova al mercatino dell’usato (la bilancia, non la casa).

Ora riposa in cantina, e racconta ai cibi della dispensa come le cose, ai suoi tempi, erano miglior: le bilance erano tutte meccaniche non come quelle di adesso, che per svolger le sue stesse mansioni hanno bisogno di pile, che oltretutto inquinano; lei, però, comunque, è contenta, perché la gente presso cui lavorava le ha sempre riconosciuto i suoi meriti, tanto che è stata sostituita da una bilancia meccanica del suo stesso modello, un po' più piccola, ma, si sa, anche i giovani devono poter lavorare...

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